Di seguito la risposta alla domanda di una mamma. Immaginando potesse interessare anche altri genitori, con il consenso della signora, mi sono permessa di pubblicarla sul mio blog.

cara dottoressa,
mi sono trovata spesso a chiedermi se fosse giusto manifestare ai miei figli il dispiacere che mi procura la loro mancanza di cura e attenzioni nei miei confronti, spesso leggo che non bisogna sovraccaricare emotivamente i nostri ragazzi con le nostre frustrazioni, ma devo dire che faccio molta fatica a nascondere ad esempio la delusione ogni volta che dimenticano il mio compleanno.

Cara mamma,
si conceda di dare risposte autentiche perché l’autenticità è un elemento prezioso nelle relazioni e i figli, soprattutto se adolescenti, ricercano risposte emotive.
Nella sua mail parlava della necessità di non riversare le proprie delusioni sui figli e ciò in generale è vero, ma richiede una precisazione: un conto è riversare sui figli questioni che non li riguardano, ad esempio questioni inerenti la coppia o il lavoro, altro è occuparsi di delusioni o frustrazioni che riguardano la vostra relazione. I figli ricercano reazioni alle loro azioni.
A mio avviso il compito del genitore è di accompagnare i figli alla realtà, accompagnamento filtrato in base all’età della persona e quindi alla sua capacità di comprensione.
Le relazioni, di qualsiasi forma, incontrano prima o poi delle ‘rotture’, per cui ciò che più conta non è evitarle poiché impossibile, ma insegnare ad un figlio che si può riparare.
Torniamo al suo esempio, il figlio che dimentica il suo compleanno. Immaginiamo che decida di non farne parola coi suoi figli, ma ciò non cambierà il fatto che ci è rimasta male e inevitabilmente ciò avrà delle ripercussioni sui suoi pensieri e quindi sul non verbale delle sue azioni. Le relazioni sono dinamiche,ad ogni azione corrisponde una reazione, quindi i suoi figli non solo osserveranno un suo cambiamento, ma a loro volta attribuiranno ad esso delle spiegazioni personali e tutto avverrà in modo implicito.
Immaginiamo ora lo scenario in cui si concede di dire ai suoi figli ciò che prova ogni volta che si dimenticano di farle gli auguri. Immagino che la sua reazione sarà diversa se a dimenticarsi è un bambino di due anni o un ragazzo di 16 perché estremamente differente è la loro capacità di comprensione. In questa opzione non solo permetterà ai suoi figli di riconoscere che le loro azioni o omissioni hanno un potere agente sul mondo, perché generano reazioni, ma consentirà loro di riparare e dare significati alle scene relazionali. A questo punto, quando saremo noi a ferire i figli ( perché anche questo accadrà sicuramente, le relazioni sono democratiche) anche loro si concederanno risposte autentiche perché avranno imparato che si può comunicare.
Nella speranza di averle dato una risposta esaustiva la ringrazio di avermi permesso di condividere la sua domanda sul mio sito.
cordiali saluti
Dr.ssa Serena Pinto