La prima tappa del percorso è un incontro conoscitivo.
Si tratta di un primo colloquio in cui ascolterò e analizzeremo insieme la richiesta portata e ipotizzeremo possibili percorsi diagnostici e/o di trattamento.
È possibile richiedere una consulenza rispetto a dubbi o domande che non trovano risposta. La consulenza consente di “pensare insieme” e individuare quindi le aree necessitanti di attenzione, le risorse e possibili soluzioni.
Il percorso psicodiagnostico ha lo scopo di offrire una fotografia del funzionamento osservato e indicare e pianificare insieme delle possibili (se necessarie) strategie di intervento.
La psicoterapia, ma in generale ogni tipo di intervento, ha lo scopo di migliorare la qualità di vita e il benessere psichico, ovvero la possibilità di “star bene nei propri panni”.
Gli interventi sono centrati sulla relazione e rivolti al benessere psichico non solo dell’individuo, ma dell’intero nucleo famigliare.
Occuparsi di età evolutiva implica infatti il prendersi cura non solo del bambino o ragazzo, ma anche della relazione, spesso carica di tensioni dialettiche e di intense emozioni, fra genitori e figli che specie nei passaggi evolutivi può risultare sofferente.
I setting proposti variano a seconda dei bisogni osservati e possono prevedere percorsi individuali, terapie secondo il metodo 0-5 (genitore-bambino), terapie rivolte alla coppia genitoriale o lavori congiunti.
Gli strumenti usati sono adeguati all’età del bambino o ragazzo: si usa il gioco (o i corrispettivi mediatori adolescenziali come musica, videogiochi, fotografie e libri ecc), il disegno e la parola.
A partire dall’esperienza nel campo della Psicologia Scolastica e degli anni di lavoro come consulente per l’azienda di famiglia mi occupo di progettare, strutturare e eseguire delle attività o progetti volti a rispondere a bisogni di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) e promozione del benessere.
Ciò spazia da semplici incontri di formazione, laboratori esperienziali, gruppi di parola, progetti o analisi di bisogni, aree di miglioramento e risorse.
Le aree evidenziate sono solo alcune di quelle che possono portare a richiedere aiuto. C’è chi esprime il malessere attraverso un sintomo e chi invece percepisce un stato di malessere più indefinito o legato ad alcune aree di esistenza, come difficoltà nelle relazioni, fatiche scolastiche, scarsa stima di sé.
In entrambe le situazioni è importante ascoltare queste sofferenze non come un problema da eliminare, espressione di qualcosa di rotto, ma bensì come il segnale che si è alla ricerca di un nuovo equilibrio.
Iscrizione nella sezione A titolo Psicologo dell’albo professionale dell’Ordine della Lombardia N° 14752.
Abilitata all’esercizio della professione di psicoterapeuta, 70/70 con lode presso L’istituto di psicoterapia del bambino e dell’adolescente (Psiba)