Il Progetto di Comicoterapia è un progetto che ho molto a cuore e che purtroppo negli ultimi anni ho dovuto lasciare perché difficilmente conciliabile con l’attività clinica. Ho iniziato ad appassionarmene durante gli anni del Liceo. Era un corso pomeridiano che apparentemente sembrava insegnare a fare il clown andando a svolgere l’attività di volontariato presso i reparti di pediatria dell’Ospedale Riuniti di Bergamo. Da allieva e già allora interessata alla psicologia ne avevo colto l’enorme valore, al di là di saper fare palloncini e gag, consentiva di capire il valore del volontariato da cui ricevi più di quanto dai, la portata del sorriso e il valore per un adolescente che cerca di capire chi è e come sentirsi efficace nel mondo.
Così una volta diventata psicologa ho partecipato al bando e dal 2012 al 2016 ho avuto la fortuna di poter gestire il progetto.
Esso è divenuto così un progetto di promozione del benessere in adolescenza. I beneficiari era studenti e ex studenti dai 14 ai 22 anni. Durante gli incontri, al di là dell’acquisizione di tecniche di clownerie specifiche, ho posto attenzione alle dinamiche gruppali, al potenziare il sentimento di autoefficacia dei singoli e lo sviluppo delle soft skills come la capacità di lavorare in gruppo, di gestione dell’imprevisto, della capacità organizzativa e gestione degli aspetti emotivi e comunicativi. Le attività si sono rivolte poi a bambini e ragazzi di diversi gruppi come il Centro la Fabbrica dei sogni, divenendo così un progetto di sensibilizzazione a tematiche di integrazione culturale, al reparto pediatrico dell’ospedale Papa Giovanni XXIII e strutture che si occupano dell’area della disabilità come Il CSE Ikebana e il progetto Senz’acca, divenendo così un progetto di integrazione sociale.
Iscrizione nella sezione A titolo Psicologo dell’albo professionale dell’Ordine della Lombardia N° 14752.
Abilitata all’esercizio della professione di psicoterapeuta, 70/70 con lode presso L’istituto di psicoterapia del bambino e dell’adolescente (Psiba)