L’adolescenza è una fase della vita carica di tensioni ed emozioni intense.
E’ una fase della vita vitale, ma anche foriera di dubbi e confusioni che il passaggio di età, così segnato dal cambiamento puberale e corporeo comporta.
E’ un’età di cambiamento, per il ragazzo ma anche per il sistema famigliare che si trova spaesato nella ricerca di nuovi riferimenti interni e esterni.
Spesso l’adolescente, ma anche il genitore si sente solo e confuso. Ad un tratto, intorno agli undici dodici anni la persona riceve un oscuro segnale fisiologico che lo introduce in un tunnel in cui rischia di sentirsi in balia di processi biologici, di un corpo che risulta ora estraneo, desideri e paure nuove, persino il cervello cambia, nascono nuove competenze ma che non si sanno padroneggiare.
Mi sono trovata spesso a descrivere ai ragazzi questa fase della vita come una casa in costruzione, in fondo l’adolescenza e il divenire persona si costruisce; costruzione dove però non solo non si è deciso dove si desidera costruire la casa, come esserne architetto, come la si desidera e questa fase di incertezza che vede le sicurezze infantili disciogliersi al sole, spesso fa davvero paura.
Allora troviamo l’adolescente che accetta il rischio ed esplora; il mondo si colora di musica ascoltata a tutto volume, di vita sociale convulsa, di continue oscillazioni a scuola, a casa e di discussioni infinite. L’adolescente vive sul limite, ma l’adulto sa quanto può essere pericoloso il limite se non lo si conosce e si sa gestire.
Oppure c’è l’adolescente così spaventato da ciò che ha dentro e dal mondo fuori che rinuncia e si chiude in sé stesso, magari prova a esplorare, ma solo nel mondo del virtuale; l’adolescente che teme che crescendo perderà o romperà l’equilibrio famigliare e quindi trova modi “per inibire la propria capacità imprenditiva” e una gestione adeguata dell’aggressività.
E infine c’è chi fa come se la casa fosse già finita, vivendo però dentro quel senso di tensione di chi sa di avere un cantiere aperto.
Di contro il genitore si chiede come esserci per il proprio figlio.
Il percorso diviene quindi uno strumento per ascoltarsi, dar voce a pensieri, paure e desideri, orientarsi nella confusione e provare a rispondere a interrogativi importanti quali “ chi sono?” “chi voglio essere?” “ riuscirò?” “passerà?”.
Iscrizione nella sezione A titolo Psicologo dell’albo professionale dell’Ordine della Lombardia N° 14752.
Abilitata all’esercizio della professione di psicoterapeuta, 70/70 con lode presso L’istituto di psicoterapia del bambino e dell’adolescente (Psiba)